Conviviale "Passaggio della Campana"

14 giugno 2019

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Nel "Giardino d'inverno", presso il Grand'Hotel Parco dei Principi, si è svolta in Roma la tradizionale conviviale del "Passaggio della Campana" per le consegne fra il Presidente uscente dell'Annata 2018/2019 avv. Paolo Testi ed il Presidente entrante dell'Annata 2019/2020 avv. Antonio Fiore Melacrinis.

Al rituale saluto ai numerosi convenuti da parte del Cerimoniere Raffaele Mele è seguito il benvenuto del Presidente Paolo Testi che, nel discorso di chiusura della sua annata, si è soffermato brevemente su quanto realizzato in termini di service, incontri culturali e gite, gratificando in particolare il notevole impegno profuso dalle nostre Signore nella raccolta fondi. Ha rivolto infine, all'amico Antonio Fiore Melacrinis, il suo caloroso augurio, per una Annata ricca di eventi come nella tradizione del Club Roma Aurelium.

Dopo aver consegnato al socio Rodolfo Ricottini il riconoscimento del Lions Club International, per aver consentito l'ingresso di due nuovi soci nel nostro Club, ha voluto ringraziare con targhe ricordo i componenti del suo staff: il Segretario Dino Manzaro, il Cerimoniere Raffaele Mele, il Tesoriere Fabio Colletti ed il PDG Mario Paolini, che ha non poco contribuito alla organizzazione degli incontri conviviali ed istituzionali del club.

Dopo il tradizionale scambio delle spillette tra i Presidenti, ha preso la parola il Presidente entrante Antonio Fiore Melacrinis per un suo breve intervento di apertura del nuovo anno sociale, durante il quale ha presentato i componenti del suo staff e del futuro Consiglio direttivo.

L'applauso della sala e l'omaggio floreale alla Presidentessa entrante Roberta Fiore Melacrinis da parte della Presidentessa uscente Angela Testi hanno concluso la serata.

 

 

Intervento del Presidente uscente Avv. Paolo Testi

"Passaggio della Campana" - 14 giugno 2019

Antonio, Collega ed Amico carissimo, Ti appresti a svolgere le funzioni di Presidente del nostro amato Lions Club Roma Aurelium!

Amici carissimi, compagni di un comune viaggio, che ha superato per alcuni di noi i quaranta anni!

Graditissimi ospiti!

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Da ragazzo, il mio Babbo - per indicarmi quale dovesse essere l'incipit per la mia vita a venire - mi ricordava spesso una frase di Sallustio, tratta dal "Bellum Jugurthinum" (X,6) che ancor oggi mi ammaestra col dire: «concordia parvæ res crescunt! discordia maxumæ dilabuntur»!...

... questo ho cercato con tutto me stesso di porre in essere nell'andare della mia vita! e questo prego con tutto il cuore meditiate per proseguire ancor meglio di quanto già non lo sia, il lungo cammino del nostro Lions Club Roma Aurelium, che ha visto accanto a noi, tanti nostri Amici che l'han fatto grande e che ci hanno preceduto nella casa del Padre!

La prerogativa del nostro Club è che la stragrande parte di noi si conosce, si vuol bene; siamo Uomini che ben sappiamo entrare all'interno di noi per poi intuire quello di chi ci è vicino; è così che quasi tutti noi viviamo il nostro Club qual parte di ognuno e di tutti noi...

... ed è proprio questo che mi ha permesso di portare a termine con tutti Voi il mio programma impostato, così, d'emblée, senza alcuna possibilità di farlo ancor più mio, ragionandoci sopra, come è d'uopo per un ottimo risultato... e spero, quasi credo, di esserci riuscito!...

In primis et ante omnia, il mio grazie commosso e sincero va alle nostre impareggiabili Consorti...

...come ebbi a dire all'inizio dell'anno, quando è nato il nostro Lions Club Roma Aurelium, per Statuto Internazionale, era riservato ai soli Uomini, da ciò, sin dai primi momenti, le nostre Consorti sentirono la necessità di prendere parte attiva alla Vita del Club: ci spronavano, ci consigliavano, prendevano iniziative per ravvivare la vita del Club e contribuire anche in modo fattivo e determinante al reperimento dei fondi per i Services.

Vi dissi che dovevamo proseguire su questa linea!...

... e serenamente, come è cara dote delle Donne, si sono coordinate, hanno raccolto tutte le idee, le iniziative, ed in mille modi, nel corso di dieci mesi di attività ininterrotta, hanno raccolto una cifra più che considerevole, che nessuno, penso, si sarebbe aspettato mai, cioè ? 5.300,00#...

Subito dopo questo riuscitissimo risultato - di cui mi riservo solo il merito di averne avuto l'Idea! - il primo punto del mio Programma è stato quello di «rinforzare i vincoli tra noi per il bene del Club»... beh! fatemi fermare un attimo, e riflettere che anche stasera sono moltissimi i soci ad essere intervenuti e che seguono costantemente il Club!...

... questo affetto, che io sento vivo in noi, questo interesse, ci ha fatto giungere al bel risultato di creare un organigramma del Club, che vedrà nella Annata entrante, oltre al Presidente, un Primo Vice-Presidente ed un Secondo Vice-Presidente... mi auguro con tutto me stesso di gettarci alle spalle tante vuote recriminazioni e pervenire durante l'Annata ineunte - con un po' più di convinta volontà d'agire e di fiducia in se stessi - alla costituzione di un Consiglio Direttivo per l'Annata 2020-2021 che veda la naturale presenza di un Presidente e la terna dei tre Vice Presidenti!

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Ma ora, ricordando le parole di Sant'Antonio da Padova riguardo la predica: «[...] Cessino, ve ne prego, le parole, parlino le opere! [...]» (passim dai "Discorsi" di Sant'Antonio da Padova I, 226)

De hoc et propter hoc, Vi parlerò delle attività poste in essere nel corso di questo anno, iniziando dal primo dovere di ogni Lions Club, che è quello del servire: è l'essenza stessa dell'impegno al Servizio del Lions Clubs International.

E questo, non solo importante, ma direi vitale, scopo è stato di certo raggiunto sulla scia della lunga e gloriosa tradizione del nostro Lions Club Roma Aurelium, che vede premiati più i Services che le conviviali, le gite, i viaggi... importanti questi, certo, per il nostro amalgama, ma mai quanto il rispetto del nostro motto: «We serve!»

Il Tesoriere nella Sua Relazione di fine Annata darà il dettaglio dei numerosi Services forniti, qui penso che sia interessante parlare del più importante che consiste nell'aver partecipato al "Progetto per il completamento del Laboratorio di Realtà Immersiva NIRVANA 2.0." dell'Istituto Santa Lucia con l'acquisto di « - un Sensore NIRVANA (per proiezione a pavimento); - un Videoproiettore ottica corta; - Aggiornamenti SW / esercizi per tutto il periodo di garanzia».

Se questo è il più consistente, altri ve ne sono stati o sono in corso di esecuzione: come l'esser stati vicini all'Associazione "I Diritti Civili nel 2000, Salvamamme Salvabebè", con l'aiuto a Mamme e/o bambini in serie difficoltà psicologiche, economiche e sociali; l'altro a favore de "la Banda FaClo" che rende meno gravosa, direi leggera, la permanenza dei bambini ricoverati in Reparti oncologici.

Il nostro Club ha anche contribuito con la Protezione Civile di Gerano all'acquisto di una lama sgombraneve da installare su un mezzo pick-up; va ribadito che il Comune di Gerano è Comune Montano, che ha nel territorio di sua competenza più di 15 km di strade comunali, impervie ed abitate da residenti.

Altri Services di minore impegno sono andati per concorrere, con il Leo Club Marco Aurelio, ad un Concerto destinato a ragazzi appassionati di musica poco abbienti, ma di ottima volontà e preparazione; ad altri Istituzionali e ad altri organizzati in interclub con alcuni Lions Club di Roma.

... Rimangono poi quelli da fare con i fondi raccolti dalle nostre Consorti, che verranno stabiliti ed effettuati nella prossima settimana...

Mi ha fatto molto piacere, poi, constatare come Voi, Amici carissimi, abbiate ben compreso il mio desiderio di ricordare due Anniversari molto significativi nella Storia del Popolo Italiano, la Vostra ben alta presenza mi ha rasserenato sulla bontà della mia scelta.

Il primo Anniversario ha avuto tra gli oratori il Rev.mo Monsignor Stefano Sanchirico che ha lumeggiato i prodromi che hanno portato al Trattato firmato l'11 febbraio 1929 tra il Regno d'Italia e la Santa Sede, importantissimo sia da un punto di vista del Diritto Internazionale, sia della Fede Cattolica.

Per il secondo, due Studiosi hanno approfondito la Storia delle Paludi Pontine sin dai tempi di Roma prima dell'Era Cristiana; il successivo decadimento, fino a quando il lavoro del nostro Popolo ha portato alla bonifica integrale e al sorgere in dieci anni di ben cinque città: Pontinia; Sabaudia; Latina; Aprilia e Pomezia.

Un'altra forma di coesione sono state: la Gita d'inizio anno ai Monasteri Benedettini del Sacro Speco e Santa Scolastica a Subiaco; e il viaggio di fine anno durato quattro giorni a Piacenza e nel Piacentino. In entrambi casi, siamo stati accolti con grande simpatia e affabilità da alte Personalità dei luoghi visitati.

Nel caso dei Monasteri Benedettini di Subiaco, S. E. Rev.ma il Padre Abate Dom Mauro Meacci, in persona, nell'accoglierci, ha tenuto una Conferenza su San Benedetto, i Sacri Monasteri di Subiaco e l'Ordine Benedettino.

Per quel che riguarda il Viaggio a Piacenza e nel Piacentino, al Palazzo Farnese di Piacenza, è stata proprio la Direttrice del Museo che ci ha accolto fornendoci la Storia e le più interessanti notizie di questo Monumento!...

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... Ed ora, tra poco, Antonio Ti consegnerò la Campana del Lions Club Roma Aurelium;... è ricca di significati che toccano il cuore!... su questa sono incisi tutti i nomi dei Presidenti che hanno avuto l'Onore di guidare il nostro Club.

Vorrei sottolineare una coincidenza che mi ha veramente colpito...

...Tu oggi, Antonio, compi cinquantaquattro anni, sei nato appunto il 14 giugno 1965; pochi giorni dopo la Tua nascita, avevi appena tredici giorni, il 27 giugno 1965 si riunirono per la prima volta i trentasette soci fondatori del "Lions Club Ladispoli-Cerveteri", che acclamarono Presidente, il Principe Senatore don Francesco Saverio Massimo Lancellotti ed elessero 1° Vice Presidente il Conte don Alfredo d'Amore Angiono di Gualdicciolo.

Il nostro Club ha quindi la stessa Tua età!...

...erano trentasette i soci Fondatori; poi, con gli anni, il Club giunse ad oltre sessanta... ed ora siamo tornati a trentasei; mi auguro, come Socio tra i più datati come iscrizione, che questo sia un segno che auspichi la ripresa del nostro stupendo Lions Club Roma Aurelium verso più alti cieli e più alte mete!

Se il Rito di questa antica Cerimonia - cui da Avvocato, come Te, tengo in particolar modo - ci ha impedito di porre sulla torta un segno del Tuo Compleanno, quando la taglieremo, noi tutti sapremo che è anche per ricordare questa stupenda data per Te, la Tua Famiglia, tutti insieme uniti al nostro Lions Club Roma Aurelium!

 


Riconoscimento al Socio R. Ricottini

 


Consegna targhe ricordo

 


Scambio delle Spillette

 


Cessione del martelletto

 


Intervento del Presidente Entrante

 


Omaggio floreale da Angela Testi a Roberta Fiore M.

 

 

PASSAGGIO DELLA CAMPANA

Una riflessione di Enzo Maggi

Venerdì 14 giugno u.s., ancora una volta negli eleganti saloni del Grand Hotel "Parco dei Principi", si è svolta la cerimonia del Passaggio della Campana del Lions Club Roma Aurelium dal Presidente Paolo Testi, uscente, al Presidente Antonio Fiore Melacrinis.

Tranquillamente seduto ad un tavolo che mi vedeva in compagnia, oltre che di due delle mie figlie, di due Past Presidenti e di una carissima amica, Maria Teresa Pesce, socio lions da lunghissimo tempo, assieme alla quale avevo vissuto periodi di grande impegno lionistico non solo come Presidente di club, ma anche come officer distrettuale, mi sono lasciato sedurre dall'atmosfera di un momento che, anche se ripetuto nel tempo e sempre uguale a se stesso, resta comunque coinvolgente come la prima volta, specialmente se lo hai vissuto in prima persona, come è accaduto a me per due volte. Grato al Cerimoniere Raffaele Mele per la composizione del tavolo, mi sono subito reso conto che la circostanza di avere accanto a me i due Past Presidenti Francesco Lomonaco e Dino Manzaro stava contribuendo a rendere ancora più interessante la serata, essendo stato a suo tempo strettamente legato ai miei due amici da avvenimenti concernenti la vita dell'Aurelium: da Francesco ricevetti la Campana nel lontano 1999 e nell'annata 2004-2005, in qualità di Addetto stampa, collaborai con Dino, Presidente, alla stesura e alla pubblicazione di una raccolta dei resoconti degli avvenimenti che si erano succeduti nel corso del suo impegno associativo, alla stregua di un "Diario di bordo", il quale si apre proprio con alcune riflessioni sulla cerimonia del Passaggio della Campana.

Il contenuto dello scritto mi è tornato alla memoria man mano che il cerimoniale della serata si andava srotolando e mi sono trovato a chiedermi: quanto di quello che avevo pensato e manifestato quasi tre lustri addietro era ancora valido oggi? Quanto e come sono cambiate le condizioni in cui il lionismo in generale, e quello dell'Aurelium in particolare, attualmente si trovano ad operare? Siamo tuttora in grado di rispondere adeguatamente alla domanda di solidarietà, di giustizia, di amicizia, di lealtà che sale da tanta parte dell'umanità sofferente, in poche parole: siamo ancora in grado di dare pratica attuazione alle esortazioni contenute negli "Scopi del Lionismo"? Trascrivendo alcune righe contenute a pag.26 della pubblicazione che ricordava il Quarantennale dell'Aurelium, (2005! - oggi a pag.46 del Cinquantennale - N.d.R.), ripropongo questa domanda: "A distanza di quasi novanta anni (oggi più di cento - N.d.R.) dalla loro proposizione, hanno ancora una attendibile efficacia? Hanno trovato - e ancora oggi trovano - pratica attuazione nella società civile nella quale si propongono di agire?" Prescindendo da una valutazione circa l'impegno profuso collettivamente e individualmente, non posso trascurare un dato di tutta evidenza: una sensibile diminuzione del numero dei soci lions nel Multidistretto ITALY, anche nel nostro 108l e, quel che più preoccupa, anche nel nostro Aurelium. Nell'ottobre del 2014, con mia lettera dal titolo "Emorragia", inviata al Direttore della rivista nazionale LION Sirio Marcianò e pubblicata, evidenziavo con sgomento quanto si stava verificando in tema di allontanamento dalla nostra associazione di un numero sempre maggiore di persone: quasi diecimila in pochissimi anni! Dopo cinque anni, confesso di ignorare se vi sia stata una inversione di tendenza e ciò è dovuto al fatto che alcuni dolorosissimi eventi che hanno colpito la mia famiglia non mi hanno consentito di seguire la vicenda. Ma se limito la mia attenzione al mio amatissimo Aurelium, non posso non dolermi del fatto che in pochissimi anni il suo organico si è pressoché dimezzato!

Mi ripropongo di tornare a suo tempo su l'argomento della generalizzata crisi di ingresso di nuovi soci lions, documentandomi adeguatamente e riflettendo con più attenzione. Però mi sia consentita una prima considerazione. La società civile ha urgente indifferibile bisogno di cittadini onesti, seri, preparati, laboriosi, dignitosi, solidali: urgente indifferibile bisogno di cittadini che, inquadrati o meno in associazioni locali e/o globali e che si chiamino come meglio si voglia, rispondano a quei requisiti che troviamo esplicitati nei dettami dell'"Etica del Lionismo". Le otto proposizioni in essa contenute hanno valore assoluto, anche se togliamo la parola "Lionismo", anche se prive di qualsivoglia etichettatura di appartenenza.

Ma torniamo alla sera 14 giugno. Grazie alla sua disponibilità, ho potuto leggere per esteso e con dovuta attenzione l'intervento con il quale il Presidente Paolo Testi ha voluto chiudere la sua annata con una puntuale e accurata relazione sull'attività svolta rivolgendo, innanzi tutto, un sentito e condiviso ringraziamento alle consorti dei soci per le iniziative assunte e che hanno conseguito successi insperati sul piano della raccolta di fondi destinati a service. Ricordando che il primo dovere di ogni Lions Club è il service, ha elencato tutti gli interventi di cui l'Aurelium si è reso protagonista e autore, che vanno dalla partecipazione ad un progetto sul piano della sanità elaborato dall'Istituto Santa Lucia al contributo per la donazione di una pala spartineve nel Comune di Gerano. Ha sottolineato l'impegno che il Club ha dimostrato nel ricordare due episodi molto significativi nella nostra storia italica, il Trattato firmato nel 1929 tra il Regno d'Italia e la Santa Sede e la bonifica integrale della Pianura Pontina e ha evidenziato quanto di positivo sul piano della coesione tra i Soci abbiano influito, come sempre, le varie gite che sono state organizzate nel corso dell'annata, da quella più breve a Subiaco a quella più impegnativa a Piacenza.

Una nota di tristezza e di commozione mi è parso di scorgere quando, in chiusura del suo intervento, volendo con un artificio retorico far coincidere la data di nascita del nostro Aurelium, 27 giugno 1965, con quella del futuro Presidente Antonio Fiore Melacrinis il quale nasceva proprio il 14 giugno 1965, cinquantaquattro anni fa (beato lui!), il nostro Presidente Paolo Testi ha dovuto ricordare quanti Soci abbiano lasciato il club, facendo sì che il loro numero oggi ripetesse quello dei Soci fondatori. E ha voluto terminare il suo dire formulando l'auspicio che la fortuita concomitanza di date e di numero di soci sia un segno di buon augurio per una ripresa del nostro club. E' stato questo il momento in cui mi sono distratto e mi sono trovato a rileggere con la memoria quanto da me scritto nel resoconto con il quale si apre il "Diario di bordo": ".cercare e trovare negli occhi che tutti i presenti avranno fissi verso di te lo stesso affetto che un anno prima si rivestiva di incoraggiamento e di augurio e che oggi vorresti assumesse l'aspetto del consenso e del ringraziamento. E' andata proprio così. E per questo ti sei commosso." E altrettanta emozione ho potuto scorgere nel breve intervento con il quale il neo Presidente Antonio Fiore Melacrinis ha voluto salutare i presenti e a lui mi permetto, da Lions di lunghissimo corso, di rivolgere un robusto "In bocca al lupo!" e gli auguro di stupire me e tutto il Lions Club Roma Aurelium, e non soltanto, per quanto vorrà realizzare a favore degli scopi della nostra Associazione.

Da ultimo mi sia consentito un fraterno ringraziamento all'amico compaesano compagno camerata Paolo: la dovizia con la quale, mo' di prezzemolo, condisce i suoi interventi con richiami, citazioni, brocardi tutti in lingua latina, mi forniscono sempre, e anche questa volta, l'occasione di fare un passo indietro di quasi ottanta anni quando, iniziando a frequentare la prima media a meno di dieci anni, mi scontrai con la lingua dei nostri antenati: fu scioccante! Ma oggi, giunto al traguardo della corsa, ricordo quell'impatto con dolcissima nostalgia e chiedo scusa ai vari Virgilio, Orazio, Ovidio, Catullo. Specialmente a quest'ultimo, indegnamente e spudoratamente censurato dalle invidiose professoresse e dagli inerti professori di latino e incolpevolmente non apprezzato dall'ingenuo sottoscritto.

Roma, 20 giugno 2019

 

 

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